Autunno

Ieri, era una domenica, è iniziato l’autunno; una giornata nuvolosa e grigia, ma abbastanza tiepida ed umida. Ho passato tutto il giorno in casa, senza nemmeno toccare la chiave dell’appartamento. Un riposo totale ed un po’ di noia ogni tanto sono molto salutari, per cambiare il ritmo spesso frenetico della vita. Guarda un po’, stando a casa sono riuscito a prendermi un bel raffreddore. Anche se il calendario dice inequivocabilmente la sua, stavo con le maniche corte, rifiutandomi di accettare che il caldo è passato, almeno per quest’anno. E chi non vuole accettare la realtà, si sa, ha il naso rosso e fazzoletto umido; voglio precisare che non uso quelli di carta, se non sono costretto, perché fanno male – informatevi se non credete. Durante la notte non riuscivo a prendere il sonno, dovevo spesso pulire il naso ed anche la tosse me perseguitava. Per non dare fastidio alla mia compagna, mi sono trasferito spontaneamente al soggiorno, sul divano. Non era troppo comodo, ma mi sentivo meglio e più libero, cioè di esplicitare il mio raffreddore.

Ho visto un po’ di formula uno, abbastanza noioso, some al solito, e dopo mi sono concentrato per 10 minuti sulle partite di calcio. Mi sono accorto che negli ultimi anni la mia passione calcistica è calata notevolmente. Seguo ancora con un certo piacere le competizioni al livello europeo, ma la lega nazionale mi coinvolge molto poco. Forse la ragione di questa mancanza d’interesse sta nel fatto che la mia squadra di cuore fa schifo. Le ultime stelle se ne sono andate via, sono state vendute perché costavano troppo: ma anche là si sente la crisi? E quelli che sono rimasti non hanno molta voglia da fare e questo è il fatto che mi fa incazzare di più. Anche senza grandi giocatori si può fare tanto, ma bisogna stringere il cerchio, darsi da fare, avere la passione per il proprio mestiere, comunque molto ben pagato, mi sembra.

In ufficio siamo 3 milanisti ed abbiamo un interista. Il lunedì mattina ci si divertiva sempre, si scherzava, si prendeva in giro, ma stamattina niente. Fanno ripugnanza tutte e due e manca il gusto per lo sfotto. Così ho preso la mia decisione: da oggi tifo Albinoleffe. Mi piace il nome; dentro c’è un ottima birra, che mi garba tanto. Almeno una soddisfazione garantita al 100%. Sono andato su Internet e ho visto che ieri abbiamo pareggiato fuori casa, a Cuneo, un bel zero a zero. Un punto intero, che Milan da tempo non riesce a conquistare.

Oggi non è la mia giornata, mi sento un po’ male fisicamente ma anche il mio spirito non vola troppo in alto. In parte è sicuramente dovuto al tempo, all’umidità e la mancanza del sole, pertanto non riesco fare la fotosintesi, in quanto mi sento una pianta oggi. Piantato dalla mia banda, alla quale appartenevo, e dovete ammetter, è importante avere un’appartenenza, specialmente di questi tempi. Perché ultimamente perdo il senso di gruppo e mi viene voglia di mettermi in isolamento volontario, diciamo su un’isola dei Caraibi. Là almeno c’è quasi sempre l’estate, e fa caldo.

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