Uomo

Mi definisco un credente: io credo che Lui non c’è! Ho tante difficolta a comprendere che qualcuno possa credere in Creatore, quello che ha forgiato l’Universo; è talmente complesso che quello che potrebbe averlo plasmato dovrebbe essere molto più complicato del suo prodotto. Rispondere “Dio”, alla domanda “chi ha creato Cosmo” è inoltre intellettualmente disonesto. Si cerca la risposta ad una grande domanda e quando si trova, si ferma, prendendola come un postulato, una dogma. Il quesito successivo è più che ovvio: “chi ha creato Dio”? E qui, se si entra in una discussione con qualcuno, si sentono degli escamotage incredibili. Un mio amico, devo dire con una dose di umorismo, ha risposto: “un altro Dio”. Che gli umani si davano delle spiegazioni semplificate, metaforiche, irrazionali, 5-10 mila anni fa mi sembra abbastanza logico, nella loro ignoranza. Ma oggi sappiamo perché piove, da dove vengono i fulmini, che i vulcani sputtano la lava che si trova all’interno della crosta terrestre.

Peggio di Creatore c’è Dio Personale. Essere convinti che Esso (forse meglio di Lui) non è soltanto responsabile della creazione del mondo intero, ma ascolta le persone, le loro preghiere e desideri, mostra quanto noi esseri umani siamo prepotenti e poco umili. Si dedica personalmente a noi, ma guarda un po’. Si tratterebbe di una specie di psicoanalista universale, capace di ascoltare contemporaneamente qualche miliardo di voci, oppure pensieri rivoltigli. Le mia labbra si allargano in un sorriso quando vedo due squadre che entrano in campo e pregano per la vittoria. Povero Lui; che criterio deve usare per decidere a chi far trionfare.

Mi viene anche una barzelletta a proposito: un poliziotto ferma un prete che di notte guida la bicicletta senza le luci. Lo sbirro gli vuole fare la multa e gli spiega che è pericoloso andare in giro senza luci. Il prete gli risponde che non gli può succedere niente perché Dio è con Lui e il poliziotto trae la conclusione: “Le devo fare un’altra multa perché siete in due sulla bicicletta”.

Il bivio del Medioevo

La fede organizzata si chiama Religione, almeno io uso questa definizione, discutibile ma anche argomentabile. E la religione prevalente nel mondo occidentale, quello più sviluppato, è il Cristianesimo. Nessuno può negare che il ruolo della religione nello sviluppo della società umana sia stato molto decisivo. E dove ci ha portato? In un mondo del tutto materiale. E’ una pura contradizione che una cosa spirituale ti porta in un creato dove i valori materiali sono quelli del tutto dominanti, ma ha una sua spiegazione semplice, e triste.

Tutti abbiamo sentito parlare degli alchemici del Medioevo. Loro cercavano di trasformare il piombo in oro, almeno così ci si racconta oggi la storia. Ma la verità è diversa, e ad alcuni non fa piacere che si conosca. Gli alchimisti cercavano di tramutare la materia grezza in una più fine, di sviluppare il nostro essere primitivo in uno più avanzato, capace di usare le proprie potenzialità spirituali per comunicare senza telefonino, per sentire gli eventi della natura senza le complicate apparecchiature, oppure semplicemente per sviluppare gli propri istinti naturali e la propria coscienza. Ma quelli che ritenevano di avere monopolio sull’anima dell’uomo si sono opposti, per paura di perdere il potere, che si scopra che l’uomo possa “avvicinarsi a Dio” con gli altri mezzi che non sono sotto il loro controllo. Così tutti quei roghi sui quali sono stati bruciati gli eretici e le streghe ci hanno portato qui dove siamo oggi, in un mondo poco vicino alla natura e all’essere umano, che ne fa parte.

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