Niente ci può sorprendere

“Tutto finisce in niente. Anche se non mancano gli idioti farfuglianti. Non parlo di me. Io una visione ce l’ho. Sto parlando di voi. Dei vostri amici. Dei vostri colleghi. Dei vostri giornali. Della tv. Tutti molto felici di fare chiacchiere. Completamente disinformati. Morale. Scienza. Religione. Politica. Sport. Amore. I vostri investimenti. I vostri figli. La salute. E con tutto ciò, arriva sempre il giorno in cui vi ficcano in una scatola. E avanti con un’altra generazione di idioti, i quali vi diranno tutto sulla vita, e decideranno per voi quello che è appropriato. L’orrore, la corruzione, l’ignoranza e la povertà, i genocidi e l’Aids e il riscaldamento globale e il terrorismo e quegli idioti dei valori della famiglia e quei maniaci delle armi.” Ma come diavolo abbiamo fatto ad arrivare vivi fino al ventunesimo secolo? Aprite i giornali (oppure leggeteli in rete), accendete il televisore, cambiate qualche canale. Vi viene in mente un’altra domanda?

Stando a tutte le tragedie di cui siamo circondati, è un vero miracolo che non siamo ancora in via di estinzione. Per essere più chiara vi faccio qualche esempio. La notizia di otto luglio ci informa della tempesta tropicale di nome Erick che devasta il Messico ma attenzione a Chantal, in arrivo. Il giorno successivo una dettagliata analisi in base alla quale gli uragani sono in aumento, del quaranta per cento, ed ecco operativa Chantal che causa i primi danni. Passano pochi giorni quando mi imbatto nel seguente titolo: “Il nuovo ‘conto’ del disastro in Cina”, “quasi trecento persone sono morte o scomparse”. Sempre nello stesso mese le disavventure meteorologiche si sono spostate nella nostra nazione con notizie dei giornali che annunciavano l’uragano su Torino. Non fa in tempo a placarsi quando ci parlano di una colossale tempesta di sabbia, zona Mauritania. Poi è stato il turno dell’uragano Utor e la tromba d’aria sul litorale romano. Il tutto in poco più di un mese.

Come hanno fatto i nostri nonni a sopravvivere nei tempi in cui le avversità meteorologiche non avevano nomi, quando non era possibile distinguere fra disastri pericolosi e quelli letali? Quando non c’erano centri meteo che potessero informarli di cicloni e anticicloni? Quando non c’erano i media che dessero indicazioni su cosa fare: qual è statisticamente il posto più sicuro nelle nostre case, cosa bisogna avere in dispensa, come trasformare un divano in una funzionale zattera? Quale parte della carne umana ha il più grande valore nutrizionale? Nel caso di bisogno estremo intendo. Stando a tutte queste informazioni che ci vengono offerte quotidianamente (ma non gratuitamente), i nostri nonni passano per degli insensati sciocchi, esseri umani, che si preparavano a tutte queste avversità, restando in casa, continuando a fare ciò che già facevano, aspettando la fine della tempesta. Si dice che Dio protegge gli incoscienti, pensate a tutto quello che hanno vissuto e niente. Sono sopravvissuti. Loro, gli abili giocatori d’azzardo contro la vita.
Nel ventunesimo secolo non c’è cataclisma o apocalisse, non ci sono tempesta, vulcano, virus, organizzazione terroristica che ci possano sorprendere.

Quando i miei genitori frequentavano le elementari, alla fine degli anni Sessanta nell’ex Jugoslavia, c’era una materia che dovrebbero pensare di introdurre oggi nelle scuole, si chiamava NNNI, tradotto “niente ci può sorprendere”. Si potrebbe introdurre utilizzando il sinonimo di NCPS, così potremmo educare i bambini a partire dalla loro tenera età a essere pronti a tutte quelle terribili cose a cui andranno incontro nella loro vita. Tempeste a parte, vogliamo parlare di terrorismo?
Barack Obama ha avvertito gli americani e gli alleati occidentali sulla minaccia della famigerata Al-Qaeda.

Non si sa quando questa organizzazione colpirà, né dove né come né con che cosa ma si sa che succederà. L’allarme resta attivo fino al 31 agosto e fino ad allora dobbiamo prestare la massima attenzione, riempire le nostre dispense nel caso in cui scoppiasse una guerra nucleare, denunciare alle autorità tutti i visi che ci sembrano sospetti o con dei nomi strani e senza ombra di dubbio evitare di andare nei Paesi arabi. Almeno non con gli aerei. Suppongo che fino ad allora si troverà qualche nuovo, letale, pericolo per l’umanità e i giornali ci avvertiranno in tempo, per non lasciarci impreparati al nuovo armageddon. Infatti, come sospettavo. La nuova minaccia si chiama H7N9, è un virus proveniente dalla Cina, il peggiore di tutti. Ha già fatto numerose vittime.
E così non passa una settimana in cui l’uomo non si deve guardare le spalle, sempre in costante pericolo. Fra tutti i pericoli, questo resta il mio preferito: la collisione dei continenti, una notizia che è stata riportata circa un mese e mezzo fa dai maggiori quotidiani mondiali. Si tratta della scoperta di un geologo dell’Università di Melbourne che ha notato, vicino alla costa portoghese, un costante avvicinamento fra il continente americano e quello europeo. “Il mondo è minacciato dalla collisione dei continenti” erano i titoli delle prime pagine, seguiti da una descrizione dettagliata della fine del mondo che noi conosciamo, con un’infinità di istruzioni su come fronteggiare al meglio, questa, nuova e mai sperimentata, situazione. Cittadini europei e americani, un eterno grazie ai giornali e giornalisti responsabili e ai loro capo redattori, ci hanno avvertito in tempo: due gigantesche masse si scontreranno fra circa duecento venti milioni di anni, all’incirca. Questo lasso di tempo, vero, può sembrare estremamente breve ma grazie a tutti questi vigili media abbiamo ancora tempo a sufficienza per prepararci a dovere.

Nei successivi duecento venti milioni di anni il mondo sarà paralizzato dalla paura, periodicamente, giusto per non rilassarci troppo. Fino a quel momento nulla ci potrà sorprendere. Uccidere, forse, anzi sicuramente. Ma non sorprendere perché noi siamo una generazione NCPS. Pronti a tutto. Tranne alla vita.

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