Dietro la notizia

PasseroI tempi sono moderni, tecnologici e informatici, ma la furbizia è rimasta lo stessa. Anzi, è aumentata sfruttando i nuovi mezzi di propagazione delle notizie. Quella caratteristica caratteriale molto apprezzata da noi. La peculiarità abbondantemente diffusa nella nostra dirigenza. E’ un fatto culturale e non si può fare molto. La furbizia può essere una qualità o un difetto. Spesso si mescolano questi due attributi e l’aspetto ovviamente brutto va considerato come una virtù. Basta pensare agli evasori fiscali che spesso vanno condannati moralmente dall’opinione pubblica, ma frequentemente sono considerati dei furbacchioni che tutto sommato fanno bene, ad evadere le tasse; visti anche con una certa invidia dagli altri.

Ma la furbizia è un’arma micidiale per gli politici. Ne fanno uso quotidiano con lo scopo di presentarsi meglio di quello che in realtà sono. La scintilla per questa riflessione mi è scattata qualche giorno fa. Il nostro primo ministro ha fatto uno tweet di quelli autopromozionali. Ci ha comunicato che la bolletta per la luce dall’aprile scenderà del 1,1% e che le cose vanno bene. Mi piace il modo. Mi dice che va meglio e mi da anche un argomento per supportare l’affermazione. Cavolo che bella notizia. Risparmierò un po’ di soldi. Ma io sono curioso: quanti? Tiro fuori le mi ultime bollette dell’energia elettrica. La media è su 60 euro al bimestre. Pertanto la spesa è di circa 360 euro all’anno. Dai, arrotondiamo a 400; sarà più semplice fare il calcolo. In effetti, le ultime bollette che ho controllato sono “invernali” e io possiedo anche un condizionatore d’aria. D’estate, quando scende l’afa milanese, si accende spesso e consuma parecchio.

Adesso faccio i calcoli, senza l’uso della calcolatrice. Un centesimo, cioè un percento di 400 è 4, e il 0,1% e un decimo dell’importo già calcolato, cioè 40 centesimi. Perciò il mio risparmio è di 4,4 euro, all’anno. 3 caffè e un cappuccino. Mi prende in giro? Cavolo, è meglio risparmiare questa cifra che doverla spendere in più, ma nella mia vita è proprio irrilevante. Non è nemmeno un millesimo di quello che spendo ogni anno. Ma il tizio è pagato da me e non potrebbe usare il suo tempo per fare qualcosa più utile che diffondere l’ottimismo di marmellata. E no! Perché lui è furbo, capisce che alla gente piacione le notizie positive, per quanto riguarda la società (negli altri campi preferiscono quelle opposte, cioè la cronaca nera), che non sono molti che se la cavano bene con la matematica, e anche quelli pochi sono un po’ pigri. Pertanto la tattica è: due belle notizie alla settimana. Il martedì si annuncia diminuzione dei prezzi di alcuni servizi e il venerdì si comunica che il tempo per il fine settimana sarà bello. Così la gente e contenta e grida unisono (quasi): viva Renzi!

Ci da queste notizie futili, perché di quelle veramente buone, non ne ha. Ma è un grande comunicatore e sa bene come nascondere quella falla. I media ci stanno. I telegiornali si assomigliano sempre di più ad una rassegna Internet. Non c’è il giorno quando non ci fanno vedere cosa ha cinguettato il presidente del consiglio o qualche suo ministro o discepolo. Dopo passano spesso al blog di Beppe, per farci vedere l’aggiornamento del suo sito. Ed anche i giornali e settimanali seguono il trend, assecondando i nostri cari politici. Ma ha nessuno viene voglia di aprire un po’ gli occhi a questo popolo?

Presentare in un giornale il messaggio sopra menzionato di Renzi, fare i due calcoli i mostrarli su una schermata. “Ecco signori a voi un approfondimento della notizia. Qui potete vedere a quanto ammonta il vostro risparmio”. Se non si vuole esporre e commentare la notizia, per non schiacciare qualcuno importante, basterebbe fermarsi qui. La gente inizierebbe a capire. E finché questo non succederà siamo condannati a subire questi giochetti e cascarci sopra. Nelle prossime elezioni vincerà che ha più bravo a comunicare, a sorridere a convincere, a prescindere dalla veridicità e fattibilità del programma che propone. Senza parlane di garanzie: “se non se non realizzo il programma, mi dimetto”! Ma questa non la sentiremo mai.

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