Donne

donneLa donna è donna appena nasce. Sia la mamma che il papà, quando diventano genitori di una bambina, mostrano il loro entusiasmo. Volevamo proprio una bambina, volevamo proprio una bambina ma davvero volevamo una bambina. Quando il primogenito è maschio, l’entusiasmo è talmente alto che solitamente si tende a nasconderlo e si dice puntualmente che avrebbero preferito una bambina. Ma, non bisogna prendersela con i neo genitori. Il mondo in cui viviamo è un mondo maschile. Per loro, la donna è una bambola fatta di carne e ossa, una pera sulla quale esercitare i propri colpi (sia con le mani che con i piedi), una serva, una consolatrice per quando la vita si mette male, uno straccio da buttare via per quando le cose si mettono bene.

Fino a quando la bambina è una neonata, viene vista con molta preoccupazione dalla mamma e dal papà. Il padre vive in uno stato di perenne panico temendo che gli occhi azzurri del suo piccolo angelo, ad un certo punto, diventeranno gli occhi castani di sua suocera. La mamma, invece, guarda le gambe. Non è possibile, non è possibile che queste gambine resteranno grasse e corte, che l’amore della mamma somiglierà alla suocera della mamma. La bambina dovrebbe avere delle gambe lunghe, proprio come la mamma. Se la mamma non avesse avuto gambe lunghe chissà se avrebbe trovato marito a trentadue anni?

Quando la bambina inizia a frequentare la scuola materna, solitamente, porta già i capelli lunghi. Sui capelli non si fa mai mancare un cerchietto. Dorato oppure d’argento. Ora, è una principessa. Grazie a Dio somiglia al padre e tutti quelli che le stanno intorno non fanno altro che ripeterlo. Quando il bambino somiglia al papà, questo è una prova che la madre non sia una prostituta. Quando la bambina non somiglia né al padre con gli occhi neri né alla madre dai capelli castano scuri e con degli occhi color nocciola, quando la principessa ha i capelli rossi e gli occhi color mare, allora davanti alla famiglia stupita, si tira fuori la somiglianza con un defunto pro zio e la mamma cambia subito il colore dei capelli.

Ogni principessa, al compimento del suo quarto anno, inizia a frequentare un corso di danza, canto e naturalmente, un corso di inglese (al momento è consigliato il metodo di Helen Doron). La danza risulterà molto utile per farla muovere graziosamente sulla pista da ballo. Come se fosse una vera regina. Sapere l’inglese è d’obbligo, perché se durante il concorso di bellezza per Miss Mondo il conduttore dovesse chiederle come intende cambiare il mondo. Darei da mangiare ai bambini affamati, dirà la nostra Miss in inglese e si guadagnerà l’applauso della giuria seduta in prima fila.

Le principesse crescono. A sette anni, conoscono già lo smalto per le unghie che va per la maggiore e come mettersi in posa quando la mamma e il papà vogliono fare loro delle foto. Continuano a ballare, recitare e a cantare, sperando di diventare delle famose conduttrici televisive, attrici, cantanti oppure delle modelle. In terza media sono tutte ossessionate dal triste fatto che non riescono a dimagrire di mezzo chilo, che hanno un seno piccolo, che non sono alte un metro e ottanta e hanno dei capelli troppo sottili. Hanno bisogno di fare delle extension, sistemare le unghie utilizzando il gel e comprare dei reggiseni push-up che trasformeranno i loro germogli nei palloni da pallacanestro.

Alle superiori conoscono già tutte le tecniche per nascondere i difetti del loro corpo e valorizzare i pregi. Quelle che hanno un seno prosperoso non fanno altro che mostrarlo a tutti, anche a meno venti gradi. Quelle che non hanno tale fortuna, si rivolgono agli amici della mamma, i chirurghi plastici. Ora, sono proprio donne che devono attirare l’attenzione degli uomini. La parte intelligente delle donne è consapevole del fatto che la propria intelligenza deve essere nascosta davanti agli occhi maschili. L’intelligenza femminile castra il maschio.

Se una donna si laurea e poi prosegue ulteriormente gli studi fino al dottorato, per esempio, se diventa la presidentessa di una nazione, di lei si parlerà soltanto in termini di bellezza. E’ bella oppure brutta? Al bisogno di mostrarsi bella, non ha resistito neanche Angela Merkel quando, nel 2008 a Oslo, si è presentata con un abito da sera molto scollato mostrando il suo prosperoso seno.

I media continuano a far sentire in colpa le donne di tutte le età, se non hanno un aspetto da copertina dei giornali, in cui viene puntualmente utilizzato Photoshop. Ultimamente, sono particolarmente attraenti “le ragazze” intorno a sessant’anni. Il messaggio è chiaro. La donna, anche in punto di morte deve essere attraente. Una famosa “ragazza” delle estrazione del lotto, parliamo degli anni Ottanta, che oggi sembra essere più “ragazza” rispetto a quarant’anni fa, in questi giorni ha svelato il posto più eccitante dove avere rapporti intimi con il maschio. Senza alcun dubbio, in cima alla sua lista risultano le scale, mentre in fondo alla lista, c’è il mare.

Che dobbiamo fare? Buttare addosso a questa “ragazza” che fa sesso come mai in vita sua, pietre? No. Forse, facendo certe dichiarazioni e mostrando un seno vecchio sta semplicemente guadagnando il suo pane quotidiano. La povera donna è una di noi, di quelle che non si arrendono. Bisogna provare dispiacere? Sì, bisogna provarlo. Per lei, per noi.
Possiamo salvarci? No.

 

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