Piazza sporca

Il mio lavoro consiste nel verificare dei progetti. Due settimane fa mi è stata messa sul tavola un opera ausiliaria progettata con il piede, quello sinistro. Tutto fatto senza un pensiero ingegneristico, curando (in modo non trasparente) soltanto la parte economica. Ho riportato tutte le osservazioni, una trentina sui soli 4 elaborati, e ho spedito il risultato della verifica al responsabile. Già allora, guardano quanto presentato dall’appaltatore mi è venuto qualche dubbio. Questa settimana è uscita la notizia sugli arresti (domiciliari) per la corruzione legata ad alcune, cosiddette grandi opere. Il mio lavoro era relativo ad una di queste.

Arrivo stamattina in ufficio e trovo una nuova e-mail. Hanno revisionato il progetto che avevo bocciato. Come al solito, la carta è accompagnata da una lettera di trasmissione. Guardo la firma e mi sembra di aver già sentito quello nome in firma. Controllo le ultime notizie e guarda un po’: è uno dei tizi che è accusato di aver messo nella tasca una bella somma. Non so se nel suo caso erano presenti anche le donnine? Bell’inizio della giornata. Bevo il mio caffè mattutino ed inizio ad aprire le tavole. Non hanno sistemato niente. Qui e la qualche ritocco formale, ma la sostanza, quella che fa orrore, è rimasta uguale. Incompetenza  tecnica totale. Se io volessi rubare, sceglierei almeno un tecnico che sa cosa fa per nascondere molto meglio le cose che faccio e che non dovrei fare. Quasi, quasi mi offro per svolgere questa attività nel tempo libero. Potrebbe essere redditizio.

Ieri sera guardavo una di quelle trasmissioni di approfondimento politico. Nello studio era presente la presidentessa della camera. Tra le altre domande, le hanno chiesto se è favorevole alla diminuzione degli onorari (vista la grandezza faccio fatica ad associargli agli stipendi) dei parlamentari. Il conduttore ha ripetuto il quesito tre volte, ma non ha avuto la risposta concreta. La signora parlava di tutto, tra di quello che è stato chiesto. “Perché in aula sono presenti molte proposte per diminuire le spese e non soltanto questa di M5S e sono altrettanto valide… Bisognerebbe affrontare il problema in modo serio, formando una commissione che svolga le indagini relative…”. Quando il conduttore le faceva presente che una commissione di genere è già stata incaricata due anni fa e che non ha portato a nessun risultato, la tizia ha semplicemente girato l’argomento e ha iniziato a spiegare quante spesse i nostri poveri cameristi (notate che c’è soltanto una lettera di differenza) devono sostenere, e tutto per il nostro bene. Questa persona è la terza carica dello stato. So non siamo il miglior popolo del mondo, ma ci meritiamo una proprio così?

Profugate

Dopo si parlava delle dodici profughe alle quali un paese ha negato l’ospitalità. Così mi è venuto il titolo, profugate. La radice è sempre profugo, loro sono femmine e in inglese (pronuncia [‘prɒfjʊgeɪt]) la parola significa mandare via (e loro sono state mandate via). Geniale! Mi complimento da solo per questa trovata. Erano rappresentate due parti. Una della Lega Nord a sostegno dello scacciamento (scusate, ma oggi mi sento molto creativo dal punto di vista linguistico). Mi sembra che era candidata sindaco di Bologna. A sostenere le ragioni delle profugate c’era un parroco di Brescia.

La discussione si è allargata sul problema generale dei profughi e il nostro prete (un cattocomunista che odia le destre politiche con tutto il suo cuore – ma non dovrebbero diffondere l’amore?) ha preso di mira la destra ungherese che ha proposto il referendum contro gli emigrati. Mi sono ricordato un argomento di un ungherese a proposito. Il signore, intervistato dalla CNN, ragionava più o meno così: Germania, Italia, Spagna, Francia ed altri simili stanno facendo i soldi a palate con questa guerra in Siria. Vendono le armi, munizioni e tutto altro necessario ai combattenti da entrambe le parti, ISIS incuso. Allora, visto che si fanno tutti questi profitti, che investano una parte per l’accoglienza dei profughi: gli hanno prodotto loro. L’Ungheria non vende le armi e non si ente in obbligo di aumentare ulteriormente i guadagni di questi sfruttatore della sfortuna altrui.

Cavolo, fattevi una riflessione. E’ abbastanza condivisibile quello che il tizio ha detto. Perché le ragioni sono molteplici e non è facile arrivarci ad una conclusione semplice. Comunque, tornando alla trasmissione della quale parlavo, hanno fatto un sondaggio tra la gente per vedere che la gente sostiene quelli che non volevano dare l’ospitalità alle profugate o pensano che loro avevano torto. Sono rimasto poco sorpreso quando ho visto che sostegno alle barricate erette ha sfiorato il 55%. Noi sempre sottolineiamo che non siamo razzisti (qui penso a quelli che odiano altri popoli, non a quelli che adorano il senatore Razzi), ma l’impostazione dipende dall’argomento e dalla grandezza del evento. Qui non si vede la fine degli sbarchi e nessuno fa niente per risolvere, o almeno alleggerire la situazione. Si sentono delle proposte ragionevoli, ma sembra che i nostri governatori hanno le orecchie tappate. Non si capisce se è per l’eccesso naturale del cerume, oppure si sono infilati i tappi a posta.

 

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