Mezze bugie

Finalmente è arrivato lunedì. Meno male! Così mi riposo un po’. Domenica precedente, 9 giorni fa, mia moglie ha all’improvviso avuto l’idea di cambiare qualcosa (le viene ogni tanto). Sapendo che io oddio i cambiamenti, ma ha dato due opzioni: ho lei cambia marito o cambiamo il mobiletto con lavandino e specchio nel bagno. Ho riflettuto a lungo e così nel pomeriggio ci siamo trovati in Ikea. Ha scelto tutto lei, con un minimo di assistenza da parete mia, quella tecnica. Per esempio, le ho fatto notare che il rubinetto che voleva non è compatibile con il lavello. Ci ho messo del tempo per convincerla, ma davanti alla prova inconfutabile, il buco sul lavello dove se inserisce il rubinetto era troppo piccolo per allogare l’oggetto del suo desiderio, ha ceduto. Tutto sommato, tutto è andato abbastanza veloce. Ci siamo messi in fila per la cassa. Cinquanta minuti. Tanta gente (domenica pomeriggio non andate là) e dopo si è rotta la cassa. Il montaggio era previsto per il week-end prossimo, quello appena passato.

Nel frattempo si è rotto un termosifone. Per fortuna siamo già nel periodo abbastanza caldo e non si è sentita la mancanza di riscaldamento. Un’amica della mia metà migliore le aveva dato il nome di un idraulico del paese. Sistemato il termosifone, gli è stato chiesto se riesce a montare e collegare il mobiletto comprato per il bagno. Ha messo due giorni e così quando sono tornato da casa era tutto a posto, tranne lo specchio nuovo che dovevo sistemare io. Occorreva fare due collegamenti elettrici per la luce led e lui non si è sentito. Entro per vedere cosa e come è stato fatto e cosa domani devo fare io. Prima occhiata era accompagnata da una doccia fredda. La stessa cosa che accade mentre commerciate con Forex, appena aprite una posizione che ha un trend accennato e un minuto dopo lo sviluppo cambia. Tolto il vecchio specchio è rimasta una parte di muro in vista, non verniciata. Quello nuovo è più piccolo e non copre la macchia. Bello, c’è da riverniciare almeno metà del bagno. Controllo il mobiletto e mi viene da piangere. Ci ho messo 3 ore per sistemare quello che potevo. Tre cassetti, di quattro, non chiudevano bene perché assemblati male. Nemmeno la parte puramente idraulica, lo scarico, è stata fatta come si deve. Unica consolazione che il prezzo non era troppo alto.

Sabato mattina un salto in un negozio di bricolage per fornirsi del materiale. Il problema principale era trovare la stessa vernice usata nel precedente lavoro, anche se questo non garantisce l’uniformità. E’ in effetti, adesso abbiamo metà del bagno con un colore lucido, un po’ giallastro, e l’altra parte opaca, verdastra. Errore di mia moglie. Meno male! Se avessi scelto io in modo errato che sa se mi dava da mangiare. Così ho passato due giorni di riposo lavorando fisicamente, verniciando, trapanando i fori per nuovo specchi, sistemando gli utensili e sbuffando. Piccola consolazione erano due, tre birre che mi aiutavano a trovare almeno un momento della felicità. Lei oggi, mentre io sono in ufficio, dovrebbe dare una terza mano, soltanto nella zona inizialmente non verniciata in quanto le prime due non hanno coperto bene. Io stasera dovrei soltanto montare lo specchio e collegare i fili. Ho preparato già tutto e dovrebbe essere un lavoretto da mezz’ora, ma non si sa mai.

Settimana passata ho visto una trasmissione in televisione sugli animali, quelli usati per la nostra alimentazione. C’erano dei vegani che sputavano su noi comuni carnivori. Per colpa nostra si ammazzano milioni di animali. Alle mamme (vacche, pecore e altre) si tolgono i piccoli per poter dare a noi il loro latte. Se mangi un uovo, hai commesso un delitto in quanto hai interrotto la vita del futuro pulcino. Alcuni vegani si sono messi in strada e facevano vedere ai passanti un video di una macelleria. Roba forte che lasciava una certa impressione e quasi tutti si scusavano per il fatto di trovare una bistecca sul piatto, ogni tanto. Il filmato faceva vedere le pecore sgozzate, appese per le gambe che perdevano il sangue e così morivano, in agonia. Ma nessuno a detto, in quella trasmissione, che quelle non sono immagini da una macelleria italiana, ma probabilmente un’islamica. In Italia è vietato usare questo modo e gli animali si ammazzano con un colpo in testa e soltanto dopo, già morti, si sgozzano. Solite scorrettezza per influire più facilmente la gente.

Alla fine, quei vegani volevano mostrare concretamente il loro amore verso gli animali. Hanno portato l’equipe televisiva in una loro fattoria dove le pecore e capre vivono liberamente, pascolano e riescono ad arrivare ad una età molto maggiore rispetto agli animali dedicate a finire sulle nostre tavole. Bello! Un paradiso animalesco. Peccato che ad un certo punto è uscito fuori che i maschi sono tutti castrati. Io ti amo e ti tagli le palle. Così tu sei più tranquillo, non metti incinte le femmine e io, cioè quelli della fattoria, non devono occuparsi delle rogne che quelle cose portano con sé. Forse quel montone preferiva finire nel piatto, ma con le palle.

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