Referendum-dum

Per fortuna che ci sia Enrico Mentana e le sue maratone. Ieri si è svolto il referendum sull’indipendenza della Catalogna. A parte La 7 nessun altro emittente ha dedicato una diretta a questo evento. Una cosa che succede all’esterno non ci appassiona! Spesso non ci interessano nemmeno le cose che avvengono da noi. Ma Enrico sa che ci sono anche quelli ai quali piace capire meglio gli eventi che ci circondano. Spero che abbia battuto tutti con lo share ieri notte. Sono rimasto con lui, fino alla fine. Era quasi una quando sono andato a letto, con l’informazione che i catalani sono riusciti a far svolgere la loro consultazione e che la stragrande maggioranza di quelli che sono risusciti a partecipare ha votato sì! Ieri, appena mi sono svegliato, non troppo presto – sono un dormiglione, ho iniziato a seguire gli eventi. Dico subito la mia sulla legalità. Il quesito sul quale si vota è illegale, secondo la costituzione spagnola, ma il referendum non può essere illegale. Una consultazione popolare è per definizione il più alto livello della democrazia. Non puoi a nome della stessa democrazia cercare di cancellare un episodio di genere, specialmente non con la forza.

Non era un bel spettacolo guardare i poliziotti che sfondano le porte, trascinano per terra gente inermi e gli danno i calci. Il massimo erano i proiettili di gomma sparati sulla folla. Stamattina lego che hanno usato anche i lacrimogeni. Se prendo un qualsiasi dizionario troverò che hanno fatto il terrorismo. Hanno agito in modo di seminare il terrore, di spaventare la gente a tal punte che questi non vadano a votare. Ma i catalani sembrano gente molto coraggiosa. Lo stato Spagnolo ha fatto una figuraccia davanti ai propri cittadini a davanti a tutto il mondo. Non si tratta soltanto di uso della forza contro la gente inerte. Si tratta di incapacità di fare quello che si propone da fare. Hanno dichiarato in modo esplicito: non ci sarà alcun referendum. Ma la consultazione popolare c’era e come. Ha data anche un risultato molto netto. Mandare 12 mila poliziotti e non riuscire a bloccare l’azione parla molto chiaro sull’incapacità della dirigenza.

Rreferendum-dum in Catalogna

Si organizza la polizia in gruppi da 10 e hai 1200 gruppi, cioè si possono bloccare 1200 seggi elettorali in modo continuo, per tutto il giorno. Applicando un po’ di mobilità si potevano gestire molti di più. In televisioni si sono visti i seggi in centro di Barcellona pieni di gente e non bloccati. Non sapevano come fare oppure, addirittura non volevano farlo. Perché quando si riescono a presentare il 42% delle schede mi viene anche questo dubbio. Ufficialmente erano contro, ma sotto, sotto (non ne ho la più pallida idea perché) lascio fare. Semplicemente faccio fatica a credere che siano così incapaci. I catalani e la loro dirigenza erano bravissimi nel sfruttare i social media. In TV si sono visti soltanto gli eccessi delle cosiddette forze d’ordine. Non è possibile che tra 2 milioni di votanti nessuno ha agito con violenza, senza essere provocato. Ma scene simili non si sono viste perché non sono state filmate dai partecipanti. I poliziotti invece non si sono ricordati (perché non gli è stato detto) di filmare quello che potrebbe andare a loro favore.

Tutti si domandano: cosa accadrà adesso? Lo stato spagnolo per definizione deve agire con durezza; se no, hanno perso la partita. Ma già ieri molti che non simpatizzavano la separazione hanno cambiato l’idea. Se lo scontro continua potranno soltanto aumentare i simpatizzanti. Sembra, da quello che ho sentito e visto, che i politici catalani siano molto bravi a prepararsi per gli eventi e di prevedere la reazione per i vari scenari possibili. L’atto di separazione è già pronto e secondo me anche molte altre cose. Il loro problema principale è il riconoscimento esterno. Su questo campo dovranno affrontare un partita molto dura. Il soggetto principale e l’Unione Europea che non può andare contro uno dei propri stati membri, specialmente quelli di maggior importanza, come la Spagna. Chi potrebbe essere il primo? Partiranno i riconoscimenti ufficiosi, che non importano ma valgono, dei vari pertiti europei che vedono in Catalogna un esempio per il proprio futuro. Dopo si potrebbe trovare anche qualche entità importante, probabilmente fuori Europa che fa un riconoscimento ufficiale. Non tutti gli stati del mondo sono amici dello stato iberico. Fatto uno, presto si trovano anche gli altri. Ammetto, io tifo per separatisti!

Eticamente la cosa mi turba. Tanti anni fa tu hai sottoscritto un contratto con me per stare insieme. Nel frattempo ti sei stufato del nostro rapporto e vuoi interrompere il nostro precedente accordo. Io sono una persona orgogliosa: non mi vuoi più bene, vattene. Non mi metto in ginocchio per pregarti di rimanere contro la tua volontà. Purtroppo, ai livelli alti questo non funziona in quanto ci sono troppi interessi, specialmente economici: non ti lascio andare, perché non voglio perdere i tuoi soldi. Sempre soldi!

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